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	<title>Fedele Studio &#187; Design</title>
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	<description>design e arredamento d&#039;interni a Nocera</description>
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		<title>Salone del Mobile di Milano 2014: le cose che ci hanno colpito.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2014 07:25:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>'ISaloni 2014' coi nostri occhi</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;ISaloni 2014&#8242; coi nostri occhi.</p>
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		<title>Dino Gavina e la verità del Design</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 11:46:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un&#8217;intervista a Dino Gavina, colui che ha dato vita a una delle pagine più belle della Storia del Design Italiano. Fu personaggio fuori dalle righe, e qui se ne ha testimonianza. Per chi ha voglia di capire i (veri) segreti di questo mondo: Parte prima: E nella seconda parte, ce n&#8217;è per tutti (Gregotti, Gae<a href="https://www.ferdinandofedele.it/blog/dino-gavina-e-la-verita-del-design/" class="read-more">Leggi Tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;intervista a Dino Gavina, colui che ha dato vita a una delle pagine più belle della Storia del Design Italiano. Fu personaggio fuori dalle righe, e qui se ne ha testimonianza. Per chi ha voglia di capire i (veri) segreti di questo mondo:</p>
<p>Parte prima:</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/yyBbrOFHOuU?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E nella seconda parte, ce n&#8217;è per tutti (Gregotti, Gae Aulenti, Starck, ecc&#8230;): risulta chiarissima la distinzione tra la tensione del &#8221;progetto del Moderno&#8221; come ricerca estetica (e Kunstwollen), e Moderno divenuta mera categoria commerciale&#8230;</p>
<p>Parte seconda:</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/swuP7Fc5EG0?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un toccasana preventivo, perfetto prima della grande abbuffata del prossimo Salone del Mobile 2013.</p>
<p>Buona visione!</p>
<p>(pgf)</p>
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		<title>Paris: Maison&amp;Object 2013, e un libro trovato per caso.</title>
		<link>https://www.ferdinandofedele.it/blog/paris-maisonobject-2013-e-un-libro-trovato-per-caso/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 16:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lestanze]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Le designers italiens chez eux]]></category>
		<category><![CDATA[Maison&Object]]></category>
		<category><![CDATA[pier giuseppe fedele]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Maison&#038;Object 2013: La fiera di Parigi e un libro sulle case dei designer italiani...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre una boccata di ossigeno puro il &#8216;viaggio&#8217; nelle Tendenze della Casa che ogni anno, da 25 ormai, intraprendiamo verso &#8216;Maison &amp;Object&#8217;, la fiera che si è tenuta, per l&#8217;edizione 2013, la scorsa settimana in Paris.</p>
<p>Il termine &#8216;viaggio&#8217; è perfetto perché è una continua, costante e instancata scoperta di semprenuovi umori, semprenuove sensazioni, semprenuove <em>possibilità</em> per la casa e per l&#8217;<em>interior design</em> tout-court che offre l&#8217;attraente appuntamento parigino.</p>
<p>Quest&#8217;anno ci ha particolarmente colpito la <em>eterogeneità di prodotti</em> che si stanno sempre più liberando dal concetto di &#8216;monostile&#8217;, da noi tanto contrastato quotidianamente nel nostro lavoro. Contrastato perché<em> storicamente infondato</em>; perché fondato solo sulla  mentalità consumistica delle aziende produttrici di mobili. Che induce al conformismo.</p>
<p>Prodotti capaci di <em>stare insieme</em>, o ancor di più nei casi migliori, di <em>mettersi insieme, con una capacità evocativa e attrattiva che solo le cose ben fatte hanno.</em></p>
<p>Naturalmente il nostro è <em>un occhio che cerca quello spazio di associazione di cose eterogenee</em>, e quindi quei particolari oggetti che ne permettono la realizzazione. Ma, come una forma di conferma alla nostra Idea di Casa (quanti <em>venditori di mobili</em> che si passano per &#8221;<em>negozi di arredamento</em>&#8221; ne hanno veramente una?&#8230;), dobbiamo riconoscere finalmente che anche il mercato si sta dirigendo verso quella libertà che noi tanto amiamo, e non da ora.</p>
<p>Uscendo dalla atmosfera eccezionale della kermesse parigina, di cui vi facciamo vedere qualche foto qui sotto, ci sembra interessante riportare qui una riflessione sortaci attraversando le strade parigine dedicate ai negozi di arredamento.  Non crediamo di dire eresie se affermiamo che proprio i negozi &#8216;monostile&#8217;, che corrispondono in linea di massima a quelli monobrand si sono mostrati ai nostri occhi come <em>insopportabilmente noiosi</em>. Nessuna &#8216;sorpresa&#8217; nell&#8217;accostamento dei prodotti, ogni cosa esteticamente &#8216;scontata&#8217;, e senza vita. Ambienti tendenti al minimalismo formale, ovvero shop come macchine per vendere un divano o una sedia di questo o quell&#8217;altro designer del momento, che nulla ha a che vedere con la vita quotidiana che ognuno di noi vive nelle proprie abitazioni. (1)</p>
<p>Come una conferma casuale di quanto diciamo, sempre tra le strade di Parigi, abbiamo fatto un incontro fortuito in una delle nostre instancabili peregrinazioni nelle piccole e affascinanti librerie di Paris.  L&#8217;incontro è con un libro dal titolo &#8220;<em>Le designers italiens chez eux &#8211; Histoire et styles de vie des acteurs du design italien.</em>&#8220;, di A. Burigana e M. Ciampi, edito da Verbavolant.</p>
<p>Come vedrete in maniera lampante nelle foto che abbiamo inserito nella gallery qui sotto, le case dei designer,  sono anch&#8217;esse testimonianza di vita e non di possesso di un particolare prodotto, o peggio ancora di un unico stile&#8230;</p>
<p>Unica nota malinconica, guardando le foto di questo libro: si tratta delle case dei pionieri del Design, di quelli che il design lo hanno inventato; quelli che hanno già scritto tutto (&#8230;). Mentre le case dei nuovi designer, il più delle volte,  sono purtroppo cataloghi dei prodotti da loro stessi disegnati. Ciò dimostra che la mentalità del prodotto &#8216;<em>consumer-oriented</em>&#8216; ha finito per modellare anche loro&#8230;</p>
<p>pier giuseppe fedele (diritti riservati)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>____________________________</p>
<p><em>(1) </em><em>Ci si permetta una piccola digressione, in merito a questa tendenza: così facendo, vengono sempre più erose quelle politiche commerciali stucchevoli, ancora protette da alcuni brand oramai al collasso estetico (&#8230;), che si fondano su un marketing  che promuove un gusto &#8216;chiuso&#8217; e perentorio. (E, perchè no, dittatoriale: ma questa è una questione da addetti ai lavori, che forse non interessa chi legge).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella gallery qui sotto, prima le foto di Maison&amp;Object 2013, e poi quelle tratte da &#8220;<em>Le designers italiens chez eux &#8211; Histoire et styles de vie des acteurs du design italien.</em>&#8220;:</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Design per la vita non vi farà vivere. &#124; Justin McGuirk</title>
		<link>https://www.ferdinandofedele.it/blog/il-design-per-la-vita-non-vi-fara-vivere-justin-mcguirk-guardian-co-uk/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 22:24:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Riflessioni, web-ricerche e pensieri....]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Mondo del Design oggi, in un'analisi illuminata-illuminante di un giornalista inglese del 'Guardian', che...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><strong>analisi</strong> del Salone del Mobile di Milano dello scorso Aprile 2011 (ovvero <strong>sul Design</strong></span></span><span style="color: #000000;"> oggi), che ci sembra essere </span><strong>illuminata-illuminante</strong>, e aderisce alla nostra visione di &#8216;quel&#8217; mondo, che promuoviamo partigianamente da un pò di anni&#8230;(pgf)</p>
<p><strong> </strong>Il Link all&#8217;articolo (in inglese): <strong><a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2011/apr/18/designs-milan-furniture-fair?CMP=twt_gu">Designs for life won&#8217;t make you a living | Justin McGuirk | Art and design | guardian.co.uk</a>.</strong></p>
<p>____________________________________________________</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi non conosce l&#8217;inglese, la <span style="text-decoration: underline;">traduzione automatica</span> del testo originale (da GoogleTranslate, il grassetto è nostro)  è la seguente:</p>
<p><em><span style="color: #000000; font-size: 31px; line-height: 46px;">&#8220;<span style="color: #444444;">Il Design per la vita non vi farà vivere.</span></span></em></p>
<p><em>Il 50 ° Salone del Mobile brulicava di milionari -, ma sono i progettisti disposti a essere sfruttati per avere il lavoro gratis?<br />
</em></p>
<h2><span style="color: #000000;"><em>La scorsa settimana, come ogni aprile, il mondo del design discese su Milano per il Salone del Mobile, accompagnato da migliaia di giornalisti e <strong>un esercito di PR</strong>. Come i progettisti e gli altri vip, mi sono spostato da un ricevimento con champagne all&#8217;altro, in auto con autista, e perdonatemi se abbia potuto pensare che lo facevano molto bene per se stessi, grazie.</em></span></h2>
<p><em>Ma nel 50 ° anniversario del Salone Internazionale del Mobile , quale occasione migliore per rivelare che la stragrande maggioranza di loro riescono a malapena a pagare l&#8217;affitto? Edgar Allan Poe avrebbe potuto pensare al Salone del Mobile quando scrisse: &#8220;Tutto ciò che vediamo o sembrare / non è che un sogno dentro un sogno&#8221;.</em></p>
<p><em>Nelle sale espositive infinite al polo fieristico di Rho , 2.700 marche di mobili esposti i loro prodotti oltre mezzo milione di metri quadrati. </em></p>
<h1><em><strong>Molte di queste lampade, sedie e tavoli sono prototipi realizzati da designer, gratuitamente, nella speranza che faranno la loro parte dei soldi in diritti d&#8217;autore successivamente. </strong></em></h1>
<p><em><strong> </strong>Solo i pochi fortunati mai fare. Ho parlato ad un giovane designer che ha cinque elementi in produzione con un produttore italiano rispettato &#8211; un risultato da poco. &#8220;La mia ultima royalty annuale  è stata di € 600,&#8221; ha detto. &#8220;Mezzo mese di affitto.&#8221;</em></p>
<h2><span style="color: #000000;"><em><strong>Non è raro per i produttori, ingaggiare emozionati giovani talenti, per popolare i loro stand espositivi con accattivanti pezzi, che mai colpiranno il mercato. </strong><strong>Essi possono essere ampiamente pubblicizzati, vincere premi e il marchio guadagnare una reputazione per l&#8217;innovazione &#8211; prima ancora di essere in produzione</strong>. </em></span></h2>
<p><em>In tal caso, il progettista non farà un centesimo. La maggior parte delle volte non hanno nemmeno anticipi. </em></p>
<h3><span style="color: #000000;"><em><strong>&#8220;Ah, ma pensate alla pubblicità, al valore di PR,&#8221; i produttori sostengono. </strong></em></span></h3>
<p><em><strong> </strong>Ma senza ampia remunerazione, i progettisti continuano a passarsi la loro mancanza di reddito basso nella catena alimentare ai loro stagisti non pagati. Come il designer inglese Ilse Crawford spiega: </em></p>
<h4><span style="color: #000000;"><em>&#8220;<strong>I progettisti spesso finiscono per essere volontari per milionari</strong>&#8220;.</em></span></h4>
<p><em>Il problema è che il sistema di royalty è stato introdotto nel 1950, quandol&#8217;Italia era ancora il produttore di mobili al mondo. In quei giorni, i rischi di un pagamento di royalty solo valeva la pena prendere. Con un intero paese per modernizzare e una classe media in crescita, un pezzo di design moderno potrebbe spostare centinaia di migliaia di unità. Ma con l&#8217;avvento della produzione a prezzi economici in Cina e rivenditori di bilancio come Ikea, mobili italiani è ora un settore del lusso. Non solo vendono di meno, c&#8217;è più concorrenza. E tuttavia non up-and-coming designer si sognerebbe mai di perdere l&#8217;occasione da un produttore, perché ci sono centinaia di altri in attesa di prendere il loro posto se lo fanno.</em></p>
<p><em><span style="color: #000000;"><strong>Dieci anni fa, l&#8217;idea che i produttori avrebbero potuto pagare i loro progettisti in PR era ancora credibile. </strong></span>Un magnate come Giulio Cappellini avrebbe potuto lanciare la carriera di un Jasper Morrison o Marc Newson negli anni &#8217;80, o i fratelli Bouroullec negli anni &#8217;90, semplicemente dando loro il cenno del capo. In questi giorni, c&#8217;è così tanto talento emergente che svolazzano da una società di designer giovani e calde al successivo su base annua. Nella moda-driven mercato novità, </em></p>
<h1><span style="color: #000000;"><em><strong>i cicli di prodotto sono sempre più brevi, e più brevi</strong> &#8211; </em></span></h1>
<p><em>u</em><em>n&#8217;altra ragione per cui il sistema di royalty (il progettista ottiene 3% del prezzo all&#8217;ingrosso) non paga. Eero Saarinen , autore del classico sedie Tulip di Knoll nel 1950, fatta solo cinque sedie nella sua carriera, e tutti sono ancora in produzione. La superstar di Monaco di Baviera Konstantin Grcic che può vantare molti solo quest&#8217;anno (se si include uno sgabello e un divano).</em></p>
<p><em>Non c&#8217;è da meravigliarsi che i progettisti di vedere ciò che essi presentano a Milano il marketing &#8211; che Mailer ha detto che &#8220;pubblicità per me&#8221; &#8211; nella speranza che l&#8217;esposizione porterà ad un lavoro di progettazione di un interno, o un tassello bagno, o se sono fortunati in edizione limitata per pezzi da galleria. Perché tutto questo non è sostenibile &#8211; non finanziariamente, per non parlare dell&#8217;ambiente &#8211; ed i fatti della materia sembrava colpire a casa quest&#8217;anno. Se il 2010 sarà ricordato come il tempo era decimata presenze il Salone da parte di un vulcano islandese 2011, è stato interrogato i giornalisti anno i produttori sulle loro strutture di pagamento, inviando tutto ciò che potevano scavare su Twitter .</em></p>
<h1><em><strong><span style="color: #000000;">Milano può essere l&#8217;esplosione annuale di un&#8217;industria multimiliardaria libera, ma è un miraggio, e non solo per i progettisti. </span><span style="color: #ff0000;">Gli inviti ai party sontuosi sono spesso foglie di fico sulle finanze imbarazzanti, proprie dei produttori. </span></strong></em></h1>
<p><em><strong> </strong><span style="color: #000000;">Ma non dimentichiamo che è anche un grande evento culturale, e c&#8217;erano reperti degni di nota. Londinesi </span>Barber Osgerby prodotto una sedia per Vitra che non era solo di stile. Il Tip Tonha due posizioni a sedere, una punta in avanti per montante di lavoro e l&#8217;altra punta di nuovo per una postura più rilassata . Progettato specificamente per le scuole, questo impilabile, sedia resistente avrebbe graziato aule in tutto il paese prima di scure del governo è sceso sulla costruzione di scuole per il futuro programma.</em></p>
<p><em>E &#8216;stato anche bello vedere la Bouroullecs&#8217; <a title="Scopo della luce" href="http://www.bouroullec.com/index.php?p=221">Lampada Aim</a> andare in produzione con <a title="Flos" href="http://www.flos.it/Int-en-Home">Flos</a> . Queste vite, come riflettori spot ha cominciato la vita come un pezzo in edizione limitata per Galerie Kreo di Parigi, e mentre l&#8217;industria ha spesso viste pezzi galleria come stravaganze, per una volta l&#8217;argomento che si sono pre-produzione di esperimenti si è rivelata vera. Allo stesso modo, sono stato sorpreso di vedere un classico 1970 da 80 anni, Alessandro Mendini ravvivato da Magis. La sua poltrona Proust , un mucchio rococò intonacato in pennellate divisionista, è stato un&#8217;icona del postmodernismo, e qui è reincarnato come una sedia di plastica industriale.</em></p>
<p><em>Al di là della fiera, tra le centinaia di eventi collaterali in tutta la città, una coppia di italiani molto più giovane sono stati raccogliere attenzione. La collezione di Botanica da Formafantasma , che sono in realtà con sede in Olanda, era una forte definitiva. La loro installazione al Spazio Rossana Orlandi ha mostrato una straordinaria serie di vasi e altri oggetti il cui pretesto era che l&#8217;età di plastiche derivate dal petrolio non era mai successo. Realizzato in polimeri a base di piante e materiali strani come il Bois Durci (un 19 ° secolo, la ricetta di segatura mescolata con sangue animale), la raccolta evocato una civiltà perduta amazzonica scoperti da antropologi darwiniana. Si tratta di un atavico eco-fantasia, fatto con stile.</em></p>
<p><em>Infine, lo spettacolo dal neo-laureati della Design Academy di Eindhovenha dimostrato ancora una volta che nessun altra scuola produce costantemente un lavoro così fantasiosi. Massoud Hassani di energia eolica contro le mine antiuomo palla è stato ispirato dal suo nativo Afghanistan, un paese che dice di avere più miniere di persone. Ancora più impressionante è stato Dirk van der Kooij di utilizzo di un robot di produzione in pensione da una fabbrica cinese di stampare le sedie in plastica da vecchi frigoriferi.</em></p>
<p><em>Gli studenti di Eindhoven stanno andando luoghi. La domanda è: dove? Come scuole di design sfornare laureati sempre più, il loro futuro appare sempre più precaria. Ci sono alcune importanti lezioni da imparare, però. Il designer di oggi ha bisogno di essere uomini d&#8217;affari più difficili, hanno bisogno di negoziare di più e mantenere il loro diritto d&#8217;autore. Ma se c&#8217;è morale in questa storia una parte è questa: il design è un modo di vita che tante persone vogliono partecipare, lo faranno solo se non c&#8217;è una vita sostenibile in esso. Anche alcuni dei produttori sono in emorragia di denaro per mantenere questo sogno dentro un sogno.&#8221;</em></p>
<div id="attachment_405" style="width: 150px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-405" href="http://www.ferdinandofedele.it/architetto/il-design-per-la-vita-non-vi-fara-vivere-justin-mcguirk-guardian-co-uk/attachment/justin-mcguirk-001/"><img class="size-full wp-image-405" title="Justin-McGuirk-001" src="http://www.ferdinandofedele.it/wp-content/uploads/2011/06/Justin-McGuirk-001.jpg" alt="" width="140" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">Justin-McGuirk</p></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ferdinandofedele.it/blog/il-design-per-la-vita-non-vi-fara-vivere-justin-mcguirk-guardian-co-uk/">Il Design per la vita non vi farà vivere. | Justin McGuirk</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ferdinandofedele.it">Fedele Studio</a>.</p>
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