<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fedele Studio &#187; Gesamtkunstwerk</title>
	<atom:link href="https://www.ferdinandofedele.it/tag/gesamtkunstwerk/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ferdinandofedele.it</link>
	<description>design e arredamento d&#039;interni a Nocera</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Mar 2016 18:43:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Letture: Gli &#8216;Interni Moderni&#8217; di Penny Sparke</title>
		<link>https://www.ferdinandofedele.it/blog/letture-gli-interni-moderni-di-penny-sparke/</link>
		<comments>https://www.ferdinandofedele.it/blog/letture-gli-interni-moderni-di-penny-sparke/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 11:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lestanze]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Loos]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Frederick]]></category>
		<category><![CDATA[Elsie de Wolfe]]></category>
		<category><![CDATA[Gesamtkunstwerk]]></category>
		<category><![CDATA[Hoffmann]]></category>
		<category><![CDATA[M. Cacciari]]></category>
		<category><![CDATA[Margarete Schütte-Lihotzky]]></category>
		<category><![CDATA[Moser]]></category>
		<category><![CDATA[Olbrich]]></category>
		<category><![CDATA[Peche]]></category>
		<category><![CDATA[razionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Wagner]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ferdinandofedele.it/?p=1214</guid>
		<description><![CDATA[<p>La casa è una manifestazione di sé, che lo si voglia o meno. Lo spazio vitale del privato cittadino si costituisce nell’intérieur. Emerge una lettura singolare ma efficace per individuare ciò che oggi sta accadendo nel mondo dell’interior design...continua a leggere...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ferdinandofedele.it/blog/letture-gli-interni-moderni-di-penny-sparke/">Letture: Gli &#8216;Interni Moderni&#8217; di Penny Sparke</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ferdinandofedele.it">Fedele Studio</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;</em><strong>La casa è una manifestazione di sé, che lo si voglia o meno</strong><em>&#8220;</em><br />
[E. de Wolfe]</p>
<p>Ci sembra convincente, sebbene non convenzionale sul piano storiografico, e di gradevole lettura, il libro di P. Sparke.</p>
<p>L’autrice cita un passo di Walter Benjamin in cui si legge che è  “Sotto Luigi Filippo che fa il suo ingresso sulla scena storica il privato cittadino, [il cui] spazio vitale entra per la prima volta in contrasto con il luogo di lavoro. (…) Lo spazio vitale del privato cittadino si costituisce nell’intérieur”.</p>
<p>Rintraccia così un file rouge grazie al quale vede il progressivo livellamento di procedure e soluzioni progettuali &#8211; dal1850 a oggi &#8211; sul carattere degli spazi pubblici e di quelli privati. Spazi cioè tendenti alla in-differenza estetica.</p>
<p>Così nel testo si ripercorrono gli arredamenti dell’antesignana di tutti gli interior designer, la pioniera <strong>Elsie de Wolfe</strong>; gli interni della <strong>Gesamtkunstwerk</strong> (ovvero l’opera d’arte totale, che fuse architettura e arredamento in un unico oggetto a quattro dimensioni, della quale i viennesi degli anni ’10 e ’20 – Hoffmann, Olbrich, Wagner, Peche, Moser  -  furono maestri); poi l’ondata moralizzatrice del <strong>Razionalismo</strong> – con Adolf Loos<a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/admin/Desktop/Letture_Interni%20Moderni.doc#_ftn1">[1]</a> precursore di quella ‘pulizia’ antidecorativa che cercava di liberarsi degli orpelli a favore dei “nomi” delle cose<a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/admin/Desktop/Letture_Interni%20Moderni.doc#_ftn2">[2]</a>; sino agli <strong>interni ‘standardizzati’ della produzione di massa</strong>, e ai cosiddetti interni minimali, quale punta dell’iceberg degli interni come feticcio &#8211; oggetto di consumo, fondato sul paradosso che ‘meno si ha e più si sa’&#8230;.</p>
<p>Attraverso questo iter storico-analitico, emerge una lettura singolare ma efficace per individuare ciò che oggi sta accadendo nel mondo dell’interior design. Lettura che aiuta a puntare gli occhi sulla promiscuità estetica dilagante che tende ad eliminare qualsiasi categoria critica (di bello o brutto) a favore del “tutto è possibile”. Emerge cioè la totale assenza della componente progettuale nel dare forma ad un interno, essendo oramai risolto tutto con gli “indirizzi” di un mercato sempre più onnivoro e tendente a rendere standard anche le menti.</p>
<p>Riportiamo un passo che , a ns. avviso, è sintesi di ciò.</p>
<p>“Soprattutto nella sua forma idealizzata e desiderata, la casa è ancora il luogo in cui in gran parte si forma l’identità personale e la destinazione della maggior parte dei prodotti di consumo, dalle nuove tecnologie ai mobili e agli arredi. Non soltanto i prodotti che si trovano negli interni a essere consumati, però. Gli interni stessi […] sono diventati a loro volta oggetti di consumo. Man mano che l’idea di &lt;&lt;stile di vita&gt;&gt; diventava l’obiettivo da raggiungere all’interno della cultura del consumo, il ruolo del branding ha assunto sempre maggiore importanza e gli interni sono stati integrati nelle strategie di marketing e di mercato.”</p>
<p>e, ancora, per concludere:<br />
“…gli interni sono diventati non tanto un’estensione dell’architettura quanto del design grafico, della pubblicità e del branding.”</p>
<p>Con buona pace della manifestazione del sé.</p>
<p>(pier giuseppe fedele)</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
</div>
<div>
<div>
<p><a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/admin/Desktop/Letture_Interni%20Moderni.doc#_ftnref1">[1]</a> L’autrice individua, negli interni loosiani l’ultima scena di quel carattere di <em>domesticità</em> degli interni privati, che si perse del tutto col Razionalismo più maturo. E’ una riflessione su cui concordiamo appieno, e che andrebbe approfondita. (cfr. il bellissimo saggio “I bottoni di Lou” di M. Cacciari su questo argomento, in “Dallo Stheinof”).</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/admin/Desktop/Letture_Interni%20Moderni.doc#_ftnref2">[2]</a> E’ molto bella l’analisi della <em>cucina razionale</em> che, dal seme-progetto dell’americana Christine Frederick del 1915, giunse nel 1927, alla definizione del modello detto ‘cucina di Francoforte’ di M. Schütte-Lihotzky, ovvero alla moderna idea di cucina.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ferdinandofedele.it/blog/letture-gli-interni-moderni-di-penny-sparke/">Letture: Gli &#8216;Interni Moderni&#8217; di Penny Sparke</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ferdinandofedele.it">Fedele Studio</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ferdinandofedele.it/blog/letture-gli-interni-moderni-di-penny-sparke/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
