PROGETTO AGORA’ NOLA (NA)

Ero giunto in quel tempo ove non v’è bella località che non ne ricordi un’altra.” (M. Yourcenair – Memorie di Adriano)

Con questo progetto (sulla base di un intervento di ristrutturazione edilizia) si è inteso recuperare la dimensione evocativa del luogo, “cercando” i segni del Classico (Nola è città dalle radici archeologiche…), innestandoli nella ricerca del Moderno, inteso come Koiné, ovvero utilizzando un approccio selettivo degli elementi linguistici che stanno nella tradizione del Moderno. Sul piano compositivo è il tentativo di rappresentare la babele contemporanea dei segni, quindi stando nel nostro tempo, ma senza cedere ad alcun ammiccamento alle tentazioni formali “spettacolarizzanti” delle testimonianze di architettura contemporanea che si va facendo.

Così, tre architetture, in se autonome sul piano linguistico, eppure ‘tenute insieme’, si relazionano nello spazio-corte, che diviene il vero intervento sul piano urbano: lì dove sorgeva il macello comunale, ora è una sorta di “agorà”, uno spazio delle relazioni, sintesi della natura degli scambi commerciali. Si tenta cioè, di ribaltare un atteggiamento molto diffuso negli ultimi anni – e Nola ne è testimonianza con i suoi diversi centri commerciali – che vede la riduzione degli spazi delle relazioni, a scala urbana, a spazi interstiziali tra un mall e l’altro, atteggiamento responsabile dell’annientamento dell’identità dei singoli luoghi.

Come è nella migliore tradizione italiana delle Piazze (una tra tutte, il Campo dei Miracoli a Pisa), questa capacità di ‘fare luogo’ viene demandata tutta al carattere delle singole architetture che delimitano lo spazio, e non a un più o meno bell’arredo urbano da ‘piazzetta’. L’agorà quindi, per usare una terminologia evocativa e descrittiva insieme, è definita da tre architetture, ovvero:

1) dal blocco residenziale che, di fronte a una compostezza compositiva del prospetto su via Polveriera, cerca una dialogo con la corte interna, attraverso due setti verticali rivestiti in materiale lapideo – che sono dei vani tecnici dove allocare gli impianti tecnologici -, e che alludono ai contrafforti delle costruzioni ottocentesche, realizzati in tufo, materiale tipico nolano; essi segnano il ‘rendere conto’ dell’edificio residenziale ‘alla’ corte e sono una sorta di evocazione della ‘schiettezza’ strutturale di radice rurale… Questa è quindi l’architettura che più media, sul piano linguistico, con l’architettura del precedente insediamento, rifacentesi cioè a un linguaggio proveniente dalla tradizione tipologica-costruttiva locale;

2) dalla stecca di negozi, che ha funzione di delimitare il lato est del lotto, che è un riferimento alla tipologia del porticato, in particolare alla ‘stoà’ greca, che aveva funzione di ‘architettura al contorno’. La stecca dei negozi affronta la semplicità dell’impianto architettonico attraverso una sintesi elementare, degli elementi che la compongono, ovvero una copertura poggiata su pilotis e un tamponamento continuo a vetro degli spazi coperti, grazie al quale vi è continuità visiva tra il dentro e il fuori;

3) dal locale commerciale più grande, che sostituisce l’edificio del macello, a cui è demandata la funzione di rappresentare il tema del luogo, attraverso l’evocazione dell’edificio più rappresentativo che in molti casi si affacciava nell’agorà greca, ovvero il Tempio. Su una parete rivestita con materiale lapideo, perciò, si staglia una tettoia su pilastrini a sezione tonda, che descrive il rapporto tettonico degli elementi verticali e quello orizzontale del sistema trilitico classico.

Compositivamente quindi, si è lavorato su due piani: l’uno diacronico, dove le tre architetture si affiancano utilizzando linguaggi cronologicamente progressivi, guardando soprattutto l’ultima ricerca architettonica che sta sulla strada del Classico, mai interrotta; l’altro sincronico, dove lo spazio ‘tiene’ il tutto su uno stesso piano, e permette di creare relazioni, renderle evidenti, oltre che manifestarle.

Pier Giuseppe Fedele (diritti riservati)

 

 

 

PROGETTO: pier giuseppe fedele
COMMITTENTE: Privato
DATA: 2009
INTERVENTO: progettazione architettonica di tre edifici intorno a una spazio comune: residenza, terziario e direzionale.

CATEGORIE: Design, Home, Offices